i decenni del design
Ai giorni nostri gli stilisti sono diventati delle vere e proprie celebrità, e le settimane della moda e della couture lo dimostrano. Da protagonista, hanno ripetutamente superato ogni limite, trovando modi sempre più teatrali e sperimentali di presentare le loro collezioni. Dalle macchine che sparano colore sugli abiti dei modelli della primavera/estate 1999 di Alexander McQueen, allo spettacolo di missili lanciati da Chanel nella presentazione della collezione autunno/inverno 2017. Le griffes, da Armani a Burberry, diventano internazionali, e si vende ogni genere di prodotto che porta il nome degli stilisti. Il profumo di Calvin Klein, per esempio, si identifica con l'aspirazione a un certo stile di vita e nel 1990la sua linea di biancheria divenne così famosa, che gli indumenti erano conosciuti semplicemente con il nome dello stilista.
Stile di strada
La moda ha fatto molti passi avanti per essere sempre più emblematica
della contemporaneità e rappresentare la società moderna. Alla fine del '900,
look significativi- dallo stile tribù, ai rappers, ai surfisti- diventarono
sempre più normali; gli stilisti si ispirarono alla strada e agli stili
"riciclati", e il mercato ne seguì la tendenza.
Nel nuovo secolo, la moda inizio a inserire ciò che era diverso e fuori dalla
norma. Così Winnie Harlow, che aveva appena contratto la vitiligine, sfilo in
passerella seguita dalle modelle, mentre Kack Eyer, priva di una gamba, cammino
per Teatum Jones in uno spettacolo che mescolava abiti maschili e femminili. La
moda ha accolto anche la fluidità di genere, con gli abiti da uomo disegnati da
Craig Green indossati da donne nel 2015. Anche il multiculturalismo ha avuto il
suo spazio: per esempio H&M, la seconda più grande ditta del mondo di
vendita al dettaglio, ha dato particolare rilievo a una donna musulmana che
indossava una hijab tessuta con materiali promozionali.
Globalizzazione
La diffusione di Internet e dei social media ha dato vita
alla comunicazione globale. E anche la moda è diventata internazionale, con la
produzione trasferita dall'Europa e dal Nord America in Asia, e settimane della
moda che si tengono dovunque nel mondo, dal Ghana al Pakistan, al Messico e
alla Nuova Zelanda. Questo processo di incremento della produzione e del
consumo, dal 1990 in poi ha determinato il successo di negozi della grande
distribuzione quali Zara e Victoria Secret.
Dopo la crisi economica dei tardi anni 2000, la vendita al dettaglio di abiti a
basso costo di aziende come Primark e Walmart esplosero, e unitamente
all'apertura massiccia di siti di vendite online ne hanno accelerato il
consumo. Comunque, una crescente attenzione alla moda veloce e complessivi effetti
dell'industria del settore hanno diffuso l'idea di una moda etica, con stilisti
come Vivienne Westwood e Stella McCartney, leader di questa tendenza.
A.P
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